A tu per tu con Jussi Silander

Sempre allegro e disponibile, Jussi ci ha regalato parole vere e alcune riflessioni dopo i suoi primi quattro mesi in Ticino

Da Helsinki al Ticino. Quali sono le emozioni in questi primi mesi della tua nuova sfida professionale?

“Allenare è un’attività simile ovunque si vada, ma la gente e la cultura sono molto diversi dalla Finlandia. Spostarmi da una grande città a una realtà più piccola è stato abbastanza facile e naturale per me. Amo molto la gente ticinese e tutti sono stati veramente molto gentili e premurosi con me. Pure l’hockey è leggermente diverso rispetto a quando visto sinora “a casa mia”, sono comunque riuscito in questi mesi ad adattarmi abbastanza bene. Insomma, sono molte felice di essere qui!”

Quali le differenze tra i giovani che hai allenato a Helsinki e quelli che alleni in Ticino?

“Dal profilo atletico non vi sono differenze significative. Forse in Finlandia il percorso per arrivare al professionismo dei giocatori adulti prevede una competizione più intensa nei vari settori giovanili, e i giovani arrivano nei massimi campionati più pronti ad gestire le situazioni difficili e gli ostacoli che incontrano sul loro cammino.

Un’altra differenza che ho potuto notare in questi primi mesi è data dagli obiettivi che si pongono i giovani ticinesi rispetto a quelli finlandesi: questi ultimi si pongono come obiettivo la NHL in modo più frequente.

Tutti hanno voglia di imparare e sono ben disposti verso gli allenatori anche se, va detto, in Finlandia i giovani che ho allenato avevano una più dettagliata conoscenza dei loro pregi e dei loro limiti, così da prendersi molte responsabilità nel loro percorso di sviluppo sportivo.”

Quali sono i tuoi compiti accanto all’allenatore principale Luca Cereda?

“Lavoro con i difensori sia agli allenamenti che durante le partite. Insieme a Luca lavoriamo sulla parte video. Vedo il mio lavoro di vice-allenatore come un supporto e una fonte di stimoli per l’allenatore principale così da far migliorare e progredire sia la squadra che i singoli giocatori.”

Qual è la qualità che un giovane deve necessariamente avere per arrivare in Lega Nazionale A?

“Sul ghiaccio, per fare il salto di qualità occorre essere capaci di difendere in modo solido, avendo un ottimo pattinaggio e capacità superiori nell’effettuare passaggi ai propri compagni di squadra. Credo comunque che le qualità più importanti siano di tipo mentale: avere fame di migliorare ed essere curiosi per imparare ogni giorno nuove cose del nostro sport.”

Sei soddisfatto delle prestazioni dei tuoi ragazzi durante i primi tre mesi di LNB?

“Sono molto soddisfatto. Oggi i giocatori sanno come muoversi e come affrontare le partite di questo livello. La consistenza e il livello del nostro gioco è molto migliorato. Inoltre, i nostri ragazzi hanno imparato meglio a conoscere i loro punti di forza e le loro debolezze, così da eseguire meglio i compiti che hanno per la squadra sul ghiaccio.”

Immagina: la tua squadra è in ritardo di una rete quando mancano 30 secondi alla fine della partita. Cosa diresti ai ragazzi?

“Fidati del nostro sistema e fidati di te stesso! Ce la facciamo!

E poi… anche qualche consiglio tattico… naturalmente…”

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